Nato a Verona nel 1947, laurea in architettura col massimo dei voti e abilitazione alla professione a Venezia nel 1972. Attività di architetto, designer, pittore, scultore. Dal 1974 ha incarichi da committenti privati e Amministrazioni pubbliche, dal 1980 sviluppa l’attività di designer e artista. Suoi campi di lavoro sono: progettazione e direzione lavori di opere di edilizia residenziale, industriale e commerciale, ristrutturazione e restauro, lottizzazioni, interior design, allestimenti mostre e stand fieristici,  complementi di arredo e oggetti, di opere pubbliche, e mostre in Italia e all’estero.

 Dal 1994 è docente a tempo indeterminato presso l’Accademia di Belle Arti “G. B. Cignaroli” di Verona, dove dal 1998 è titolare della Cattedra di “Plastica Ornamentale” ed è stato Vice Direttore per gli AA.AA.  1998/99 e 2002/03. Dal 1996 è corrispondente della rivista “ARTIGIANATO”. Nel 2001 fonda con due colleghi la Scuola di Design approvata dal MIUR. Attualmente è coordinatore della Scuola di Design e insegna “Tipologia dei Materiali”, “Design” e “Architettura degli Interni”. 

Dal 1989 partecipa, come designer e artista, alle mostre culturali di ABITARE IL TEMPO in qualità di autore e curatore e a manifestazioni  nazionali ed estere. Suoi lavori sono stati pubblicati su quotidiani, riviste, cataloghi e libri italiani e stranieri. Sue opere sono nelle collezioni della Fondazione Domus per l’Arte Moderna e Contemporanea, nelle sedi del Gruppo Manni e della Ditta Biondani S.r.l. (VR), nel Parco Hotel Bellevue S. Lorenzo (Malcesine), nel parco sculture Ditta Menin (TV), nella collezione del Gabinetto Stampe e Disegni del Museo di Castelvecchio (VR) e in collezioni estere.

 

 

Architettura, décor, design, scultura, pittura.

L’universo di Gianmaria Colognese si declina attraverso una gamma quanto mai complessa di “gesti” che tuttavia hanno almeno due cose in comune.

In primo luogo, l’attenzione per i materiali. Materiali nobili e materiali d’uso, materie classiche – come il vetro, la terra cotta, il ferro – se non addirittura immateriali, come la luce, e materie ritrovate, riassemblate, restituite ad un’originale configurazione capace di sfruttare le loro memorie, ma anche di ordinare sorprendenti simulazioni.

 Materie restituite in immagini dove i processi di contaminazione sembrano capaci di modificare costantemente la loro stessa vita fisica.

In secondo luogo, il colore. Ogni “gesto” di Gianmaria Colognese è consegnato alle vibrazioni del colore. Un colore che, lungi dall’essere un cosmetico che riordina ed esalta le qualità dei materiali, diventa elemento centrale che struttura il progetto dell’immagine plastica e pittorica. Un colore-luce che investe e che dà vita alle forme, per restituirle nella loro fragranza, nella loro risoluta e gioiosa modulazione.

 B. Bandini               4 aprile 2007